Interactive Water

29 06 2008

WaterBoard è un’installazione interattiva realizzata da Mark Burton che si basa sul meccanismo della gravità. Chi interagisce ha la possibilità di disegnare blocchi, ostacoli e recipienti per un corso d’acqua virtuale che scorre creando una fontana molto particolare.
Il concept ha vinto il Premio RSA Design.

vedi il video:

[via Cyberblack.it]





Delicate Boundaries

19 06 2008

Delicate Boundaries è un’istallazione interattiva che rompe il confine tra virtuale e tangibile.

Una colonia di insetti vive dentro al monitor e al contatto con il corpo umano esce dal monitor e continua a muoversi al di là dello schermo.

Il confine tra ciò che è rappresentato e ciò che ci circonda, tra la nostra immaginazione e la vita di ogni giorno si sfuma e si confonde sempre più. Questi progetti aprono nuove porte e aumentano un nuovo tipo di percezione delle cose e di ciò che viene considerato digitale, virtuale, reale, fisico o tangibile.

Ha ancora senso fare distinzione tra reale/virtuale o tra digitale/tangibile?

Vedi qui il video dell’installazione in azione

Delicate Boundaries from csugrue on Vimeo.





Digital Wheel Art

12 06 2008

Digital Wheel Art è un progetto che aiuta persone diversamente abili a realizzare quadri digitali artistici.
Il sistema usa un Wiimote collegato alla carrozzina per creare striscie di colore pasate sui movimenti della carrozzina.

I dati dal Wiimote sono inviati tramite Bluetooth ad un programma di pittura al computer che crea linee e forme che l’utente può scegliere o muovendo la testa o muovendo la trackball della carrozzina.

Per maggiori informazioni, video del sistema in azione e specifiche vai al sito web ufficiale.

Via digitalexperience.





Chris O’Shea: Out of bounds

24 04 2008

L’installazione interattiva Out of bound di incoraggia i visitatori a scoprire cosa si nasconde dietro le pareti del Design Museum di Londra, quello che normalmente non è visibile.

Out of bound solletica la curiosità e il desiderio di usare una macchina per vedere attraverso, una macchina magica con cui giocare.

Nell’intervista a Chris O’Shea di Andy Polaine, l’autore racconta di aver osservato per un giorno intero le reazioni e i comportamenti dei visitatori all’esposizione, e dice:

“They give someone the torch and they don’t know where to point it. Because its infrared they can’t see the light. As soon as the light hits the wall they are very surprised. 80% of people think its some kind of magic and can’t figure it out. Big groups of school children are especially funny, as they try to block the light or make shapes. Some people have mentioned that its very soothing to use. I found that images taken from the same view point of the wall, rather than close ups or odd angles, work better in giving it a realistic feel. Many people think thats it looking through the actual wall to whats on the other side, until they see the room change when the pull the torch away and put it back again.”

L’opera fa parte dell’esposizione London Design Festival dove idee non convenzionali si incontrano con sofisticate tecnologie.

Qui il video

il sito web di Chris O’Shea